LA COSTITUZIONE ITALIANA: UN’UTOPIA DA RISCRIVERE.

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L’Italia, repubblica e bel Paese, è ricca di Storia e di eventi. Essa, però, è una Nazione fondata sul nulla, ovvero su un documento pieno di errori e di controsensi. Questo documento è la Costituzione, formata da 139 articoli e approvata il 22 dicembre 1947.
Enrico De Nicola e i suoi successori non avrebbero minimamente pensato che nel 2014 la Costituzione sarebbe stata praticamente carta straccia.
Ecco perché:

Art. 1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

FALSO. Lavoro non ce n’è, la disoccupazione è ai massimi storici. Inoltre, date le circostanze politiche, il popolo è tutt’altro che sovrano.

Art. 2 – La Repubblica […] richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

FALSO. La solidarietà economica e sociale è tutt’altro che presente. D’altronde, se il lavoro non c’è, la solidarietà viene a mancare autonomamente.

Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

FALSO. La legge non è uguale per tutti. Leggi ad personam per evitare condanne, proclamazioni di innocenza per evitare polveroni e scandali. Tutti sappiamo come funziona la legge di oggi.

Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

FALSO. Articolo collegato al 1°. Dove sarebbero queste condizioni?

Art. 5 – La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali.

SIAMO SICURI?

Art. 9 – La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

FALSO. La Ricerca e la cultura sono i settori in cui si son attuati più tagli e manovre recessive.

Art. 15 – La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.

FALSO. Siamo il Paese in Europa più intercettato di tutti.

Art. 17 – I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.

FALSO. Perché ad ogni “riunione”, accade sempre qualcosa di non pacifico.

Art. 21 – Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

FALSO. La libertà di Stampa in Italia è sempre meno libera. Se si osasse a criticare Napolitano, si rischia il carcere come accaduto con Storace. Meno libertà di questo..

Art. 27 – Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

FALSO. Chiedetelo ai detenuti delle carceri stracolme, oppure anche a Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Federico Aldrovandi o Riccardo Magherini. Ah vero, non si può più.

Art. 32 – La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

FALSO – Se paghi, in questo Paese hai cure migliori. La Sanità italiana è una delle peggiori in Europa.

Art. 35 – La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.

FALSO. Qualcuno di voi si sente TUTELATO?

Art. 36 – Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

FALSO. L’Italia è uno dei Paesi con la più alta disparità tra esercizi e attività professionali.

Art. 37 – La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

FALSO. E le donne possono confermare.

Art. 38. – Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

FALSO. Cos’è, al giorno d’oggi, l’assistenza sociale?

Art. 50. – Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

FALSO. Siamo seri: quante petizioni sono state oggetto di attenzione da parte delle autorità politiche?

Art. 53. – Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

FALSO. I cittadini pagano le tasse, senza alcuna differenza sostanziale tra chi può permettersi di pagarle e chi no.

Per quanto riguarda la parte politica, ci sarà sicuramente qualcuno molto più informato e capace del sottoscritto nell’esprimersi. Però sembra chiaro come molti articoli della Costituzione, sempre nella circoscrizione parlamentare, siano fatti ad hoc.
Bisogna eliminare le indennità parlamentari, i senatori a vita, far eleggere dai cittadini il Presidente della Repubblica e, inoltre, ridurre drasticamente il numero di parlamentari.

Ma la cosa più grave è che questo documento non può essere modificato

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