ECCO PERCHE’ (secondo me) LECCE2019 NON HA VINTO.

lecce

Lecce2019 non ce l’ha fatta. La città salentina, candidata a Capitale della Cultura Europea 2019, ha perso. Vince Matera, la città dei sassi. Ma ciò che fa più paura, per una città bellissima che mi ha dato i natali, è il segno “0” sui voti avuti durante il consulto della giuria, formata da 6 commissari italiani e 7 stranieri. Ecco alcune domande da porci sul perché del fallimento.


Le procedure di selezione sono avvenute sulla base di 6 punti fondamentali:

  1. L’atto di candidatura consiste nella redazione di un progetto culturale di dimensione europea, basato in primo luogo sulla cooperazione culturale.
  2. Il programma culturale della manifestazione riguarda specificamente l’anno della capitale europea della cultura, evidenziando il valore aggiunto europeo.
  3. Il programma è compatibile con qualsiasi strategia o politica culturale nazionale dello Stato membro in questione o, se applicabile nel quadro delle disposizioni istituzionali dello Stato membro, qualsiasi strategia culturale regionale, a condizione che tale strategia o politica non intenda limitare il numero delle città che possono essere nominate capitali europee della cultura ai sensi della presente decisione.
  4. Il programma ha una durata di un anno. In casi debitamente giustificati le città nominate possono optare per una durata inferiore.
  5. I programmi delle città nominate per lo stesso anno presentano un nesso.
  6. Le città possono scegliere di coinvolgere nei loro programmi le loro regioni circostanti.

Quindi, specificatamente, il progetto culturale di lunga data non ha convinto i commissari. La colpa potrebbe essere data, ma non tutta, alla gestione politica di Lecce, rea di non aver coinvolto la città in eventi culturali preliminari negli anni passati. 

Passiamo ora ad altre colpe: innanzitutto la gestione fallimentare della città. I servizi sono per la maggior parte disservizi, e credo fermamente nella poca valorizzazione del territorio salentino. Anche, per fare uno stupido esempio, una raccolta differenziata e una gestione precisa e convinta del decoro urbano potevano rappresentare un punto di qualità a favore di Lecce. 
Ma nel 2014 tutto questo sembra davvero utopia. O eutopia

Altra questione: fino ad oggi, il governo italiano non prevede di dare un contributo finanziario alla città a cui verrà assegnato il titolo di CEC. In realtà, molte città, italiane e non, vorrebbero indicare una percentuale di finanziamento come “sostegno del governo al progetto culturale”, ma il governo stesso non ha stanziato alcun contributo. 
In questo caso pesa molto la povertà delle casse comunali leccesi che, forse per causa di scarsa disponibilità finanziaria, hanno influito su una presentazione di un progetto povero e poco futuristico. Quindi, Lecce avrebbe dovuto chiedere una cifra precisa al Governo come finanziamento per la candidatura a Capitale della Cultura 2019. Chissà quanto.

La Giuria ha anche basato il proprio giudizio finale sull’impegno della Regione alla propria città candidata. Fa effetto vedere “0” anche in questo caso. La Regione Puglia, evidentemente, non ha creduto fermamente nel progetto di Lecce. 
Ogni città avrebbe a disposizione un “budget per la cultura“, cioè la parte del bilancio del Comune dedicata alle spese di funzionamento connesse con la cultura. Tuttavia, le città possono aggiungere alcune righe che evidenziano i soldi che spendono o hanno speso negli anni precedenti sul restauro, monumenti, ecc
Non c’è bisogno di affermare che Lecce sia uno dei più bei territori in Italia, ma qualcosa è andato storto nella valorizzazione dell’arte barocca o annessi. Perché cultura non vuol dire solo “arte”, sia chiaro.

Evidentemente non siamo ancora pronti. Bisogna cercare di aprire gli occhi e ammettere che molte cose non vanno, al di là della bellezza indiscussa della città di Sant’Oronzo. Bisogna crescere ancora di più, limare la differenza che c’è tra Lecce e città italiane che hanno vinto il premio di Capitale della Cultura (Firenze per esempio). 
Continuare su questa strada può essere un’ottima via per migliorarsi, ma il miglioramento dovrebbe partire anche dai cittadini stessi.

FORZA LECCE, SEMPRE! 

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