NON SI ESULTA SULL’ASTENSIONISMO

elezioni

All’indomani delle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria, Matteo Renzi sembra forgiare una maschera sorridente e contenta, “una vittoria netta per 2-0” e un’incredibile voglia di continuare così. 
Ma in realtà, il buon Matteo vuole nascondere quello che realmente sta accadendo. 


Proprio due giorni fa, Renzi festeggiava l’ottavo mese di insediamento al Governo. I risultati negativi lo dimostrano e vi invito a leggere questo articolo: RENZINONSTACAMBIANDONULLA

Preoccupa l’astensionismo, quello forte e radicale dell’Emilia Romagna soprattutto, quello che certifica il distacco tra politica e vita reale. Renzi esulta per la vittoria di Bonaccini a Bologna e per quella di Oliverio in Calabria. 
Ma come si fa ad esultare per delle percentuali di voto così basse? Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. 
Ricordiamo che si è votato in queste due Regioni perché i precedenti Presidenti Errani e Scopelliti sono stati condannati. 
E questo doveva essere un input per i cittadini per cambiare le cose.

Invece no. Vincono le cooperative rosse in entrambi i seggi. Ma come hanno vinto?
In Emilia l’affluenza è stata del 37.67%, un numero imbarazzante rispetto al 68.06% delle regionali 2010 e del 76.63% del 2005. 
Bonaccini chiude con un 49.05%. Secondo semplici ragionamenti matematici, il 49% del PD su un’affluenza del 37% non è altro che il 17.6% degli aventi diritto al voto in Emilia Romagna. 
In Calabria, Oliverio vince con un 61% che, contestualizzato nel 44.07% di affluenza, sarebbe il 26% del totale in Calabria. 

Non sono numeri da maggioranza, nemmeno numeri per i quali bisogna esultare. Gli unici a poter esultare son quelli della Lega che hanno praticamente raddoppiato i consensi, raddoppiato Forza Italia e raddoppiato i consiglieri. Ad oggi, la Lega Nord è il partito dell’opposizione più votato. Il NCD neanche esiste, ormai.

Renzi festeggia sul deserto, ma lasciatemi dire una cosa.

Se volete cambiare qualcosa in Italia, dovete andare a votare.
Non potete pensare che tutti siano uguali. 
Se però siete convinti di ciò, allora non lamentatevi. Perché la colpa è anche vostra. 

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