QUANDO LA GIUSTIZIA (anche se non italiana) VINCE CONTRO L’ITALIA CHE NON VA

Anche se questo è il trailer di un film uscito nell’aprile 2012, si racconta perfettamente (o quasi) quanto accaduto nella notte del 21 luglio 2001, nell’anno e nei giorni in cui il G8 di Genova era in corso. A distanza di 14 anni, la Corte di Strasburgo si è espressa: “L’irruzione della polizia alla Scuola Diaz fu tortura“. Italia condannata. 


Una piccola vittoria quella ottenuta nel corso di questi anni, dopo numerose indagini, testimonianze e ricostruzioni. L’ultimo giorno di quel G8, il vicequestore Max Flamini e circa 300 poliziotti irrompono nella scuola Diaz, occupata da manifestanti e giornalisti. Non è tanto lo sgombero che fa parlare di sé, quanto il modo in cui è stato effettuato lo stesso

Perché “piccola vittoria“? Perché il reato di tortura fondamentalmente non è perseguibile penalmente, in quanto in Italia non ci sono le leggi che lo stabiliscono. La Corte dei Diritti Umani, in ogni caso, ha accolto la denuncia di Arnaldo Castari, uomo che all’epoca dei fatti fu vittima del pestaggio delle forze dell’ordine. 

L’articolo 3 della convenzione sui diritti umani è stato violato. “Nessun uomo può essere sottoposto a torture, trattamenti inumani o degradanti“. (E su questa voce, andrebbero scritti fiumi di storie su quanto accade nel mondo). 

Per il Sindacato della Polizia, invece, “è eccessivo parlare di tortura, anche se quel fatto non fu una bella parentesi per noi“. Giudicate voi dalle immagini.

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