MILANO, SI EXPOngono IMBECILLI

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La libertà di pensiero, come di ogni attività dello spirito, vale se rispetta la libertà di pensiero degli altri: essa perciò non deve offendere il pensiero altrui. Anche questo non è un limite, è una difesa della libertà stessa. È la libertà di pensare quel che si vuole e di esprimere tutto ciò che si pensa, entro i limiti della verità e della moralità: senza questi potrebbe divenire ingiuria, violenza, calunnia, pervertimento. (Igino Giordani)

Nel giorno della tutela dei diritti del primo punto della Costituzione Italiana, ossia il lavoro, più di qualcosa è andato storto. A Milano è scoppiata una guerriglia tra i manifestanti #noexpo e le forze dell’ordine. Conosciamo tutti la storia dei #noexpo e di Expo, evento internazionale inaugurato questa mattina all’interno del sito di Rho Fiera. Ma quello che più sconcerta, tratta la gestione completamente errata della sicurezza, ma ovviamente anche di ciò che ha comportato questa totale pecca: la violenza dei soliti


Tutti hanno visto quelle immagini. E allora, questa volta, il mio non è un pensiero oggettivo e descrittivo, quanto una riflessione da cittadino onesto e pulito. 

So benissimo quali fossero le linee di pensiero di questi balordi. So bene contro cosa e chi protestavano. Protestavano contro i poteri forti, le infiltrazioni mafiose degli appalti Expo, ma anche argomenti fuori luogo in questo contesto, come le occupazioni abusive (per loro è una cosa giustissima), il Governo Renzi e Salvini. Ah beh, direi proprio un messaggio fortissimo. 

Poi però, come quasi sempre accade, nelle manifestazioni pacifiche, o almeno questo dovrebbero essere, scatta un qualcosa di violento che proviene da una certa franchigia.

1. Si bruciano cassonetti (ma come? Non sono loro quelli della tutela dell’ambiente? Quelli contro le grandi opere che danneggiano la Natura? Non sono loro quelli contro gli agenti chimici, la Terra dei Fuochi?). 

2. Si danno fuoco alle macchine. (ma come? perché? cosa significa? Pensate che bruciare un’auto, magari acquistata con il sudore della fronte da una famiglia, sia un gesto d’ONORE? No, perché è da conigli. E vi farei pagare tutti i danni). 

3. Si sfasciano le vetrine. (ah..quindi qualche vetro a terra e una scritta sul muro significa boicottare Expo?)

4. Si danneggiano i negozi. (Ma come? Non siete voi coloro che criticate il jobs act? Non siete voi che difendete gli operai e i piccoli negozianti che non riescono ad arrivare a fine mese? Non siete voi che volete più dignità ed uguaglianza tra piccoli e grandi imprenditori?)

Siete solo dei fottuti esaltati, branco di scimmioni che sicuramente nella vita non avete mai conosciuto il valore del sudore, del lavoro e del guadagno dei soldi con la fatica. Mi gioco qualsiasi cosa che siete per la maggior parte dei mantenuti, magari figli di quei stessi banchieri che tante odiate e che volete distruggere.

Ricordate una cosa: si manifesta con la voce e con il dissenso da boicottaggio. Chi usa la violenza, non manifesta; semplicemente RAFFORZA LA POSIZIONE DI QUEL GRANDISSIMO ACCUSATO CHE ORA DIVENTA VITTIMA DA DIFENDERE E DA ELOGIARE.

Signori, io vorrei più mamme di Baltimora

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