IL SUD STA MORENDO

lavoro
Estate 2015
, c’è chi va in vacanza e chi no. Estate 2015, quella del luglio più caldo di sempre, quella del nuovo aumento della percentuale dei disoccupati. Ma l’ennesimo dato che più fa paura riguarda quello della crisi che colpisce il Meridione. Ecco il Sud in numeri, negativi purtroppo.


Il 2014 è stato disastroso da Roma in giù. Lo SVIMEZ, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, parla di “sesto anno di crisi, di emergenza sociale e produttiva“. Il problema del Paese riguarda la differenza economica e lavorativa che imperversa tra Nord e Sud. L’Italia, dal 2000, è stato il Paese europeo con la percentuale di crescita più bassa nell’Unione. Addirittura il Sud grava pesantemente su questa percentuale, in quanto, sempre dal 2000, è cresciuto in termini di sviluppo quanto la metà della Grecia in default.

Il PIL del Sud è sempre diminuito, registrando una perdita di ben 13 punti in questi 15 anni. Stessi numeri negativi li troviamo anche nel registro dei consumi, in quanto la popolazione meridionale, essendo più povera, tende ovviamente a consumare di meno o, addirittura, a non consumare proprio.
L’industria meridionale sta morendo, registrando una contrazione di quasi il 60%. L’agricoltura, uno dei settori più importanti al Sud, è diminuita del 33%, ossia di un terzo del totale pre-Euro.

Le percentuali legate al lavoro fanno paura. Nonostante da sempre il lavoro al Sud sia stato oggetto di crisi, l’occupazione meridionale in 14 anni è calata di ben 70 punti percentuali. Sostanzialmente chi trova lavoro, spesso e volentieri, lo trova in nero. La disoccupazione del Mezzogiorno è al 20%, contando il fatto che quella Nazionale sia oggi al 12.7%.

Il Sud è povero, ma questo perché? Per il semplice fatto che la politica nazionale non ha quasi mai eseguito “piani Marshall” da Roma in giù. Ma anche perché, ancora una volta, le presenze mafiose tendono a rallentare ogni tipologia di ripresa. Il Sud è povero, e tanti individui ne possono approfittare come meglio credono. Basta ricordare gli appalti a Palermo, le infiltrazioni sulla Salerno-Reggio Calabria, le tipologie di contratti di lavoro molto spesso non regolari e una mentalità (non tutta) che non vuole cambiare.

Peccato che il Meridione offra paesaggi stupendi, richiamando milioni di turisti ogni anno. Solo nel periodo estivo, il Sud respira un po’ grazie agli introiti derivanti dal Turismo, i quali, però, nel periodo invernale sembrano scomparire nel nulla.

Perché il Sud è rimasto indietro? Emanuele Felice, storico e scrittore abruzzese, risponde così: “Il Sud, dunque, è rimasto indietro perché le sue classi dirigenti locali lo hanno lasciato indietro e di volta in volta si sono inventate l’alibi dell’arretratezza del Mezzogiorno per colpa ora del Settentrione, ora della natura, ora degli industriali e sono persino riuscite a utilizzare i loro stessi alibi auto-assolutori per ricavarne risorse, finanziamenti, spese, trasferimenti che in una spirale perversa o in un circolo vizioso, soprattutto con le Regioni, hanno continuato a far arretrare il Sud sul piano civile e sociale, istituzionale e politico.

E’ vero che chi vive al Sud parla sempre di felicità, per l’ambiente, il calore, i paesaggi e la vita tranquilla. Ma bisognerebbe mettere da parte un po’ il cuore e azionare un minimo il cervello.

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Un pensiero su “IL SUD STA MORENDO

  1. trainspotting90 ha detto:

    Finchè ci saranno le mafie, finchè il governo nazionale invece di mandare soldi ad minchiam non farà un piano serio di industrializzazione e sviluppo e finchè ci sarà autocommiserazione e dar la colpa ad’altri (il norde, la massoneria, gli alieni terroni) la situazione peggiorerà

    Tra 5 anni saremo peggio della Moldavia.

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