DOVREMMO ESULTARE PER IL RITIRO DELLE VECCHIE GLORIE.

glorie

Sì, avete letto bene. Il calcio italiano si libera “finalmente” di questi vecchi campioni. No, non è una mancanza di rispetto verso chi ha fatto la storia del pallone nazionale, ma una semplice riflessione che dovrebbe fare bene al nostro sport.

Antonio Di Natale si è ritirato ieri a 38 anni, dopo una carriera lunga 2 decadi. Lo stesso capitano dell’Udinese ha consigliato giustamente di dare spazio ai giovani che, in ogni tipo di settore, vengono penalizzati. In questo caso, sportivamente parlando, le vecchie glorie sono quelle che ancora oggi limitano lo spazio ai talenti nascenti.

Il 2016 è stato l’anno dei ritiri eccellenti. A Totò si è aggiunto Luca Toni, altro grande campione e uno dei migliori attaccanti italiani di sempre, poi Klose.
Totti dovrebbe rinnovare ancora per un anno, ma mai come questa stagione è stato messo in discussione dal coraggio di Spalletti.

Al di là dei discorsi nostalgici che si faranno, questi grandi campioni lasciano un campionato che oggi si presenta sopravvalutato, inferiore rispetto al resto d’Europa e decisamente troppo vecchio. L’età media della Nazionale è di 28.8 anni, di poco sotto rispetto ai 29 dell’Italia Campione del Mondo nel luglio 2006. Un segnale che sottolinea come il calcio del nostro Paese non ami rivoluzionare e puntare sui giovani che, puntualmente, vengono ceduti all’Estero oppure, nel peggiore dei casi, fanno gavette decennali nei campionati minori.

Solo la Juventus ha avuto il coraggio di congedare Alessandro Del Piero e Andrea Pirlo, campionissimi ma arrivati a non reggere più le numerose partite di un’intera stagione. E mezza Italia si era indignata per il mancato rinnovo dell’ex capitano numero 10 bianconero, simbolo di una Storia calcistica sin dagli anni 90.

La Serie A è il campionato più vecchio d’Europa. L’età media è di 27.3 anni, la più alta in Europa rispetto alla Germania dominatrice che invece segna 25.6. Inoltre poco più dell’8% è il dato ufficiale sulla provenienza dei giovani dai vivai delle squadre italiane. Anche qui, siamo ultimi in Europa.

E allora iniziamo ad esser grati ma contenti per il ritiro di questi campioni. Spazio ai giovani, perché è così che si cresce nel panorama internazionale.

Questa Serie A è talmente scarsa che potrei giocare anche con dieci chili in più”  – Antonio Cassano.

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