SE LA VIRGINIA FOSSE UN BUON PARTITO….

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A Romail vento sta cambiando“. Non come nel resto d’Italia, dove il Movimento 5 Stelle non è stato all’altezza nelle grandi città. I riflettori sono puntati su Virginia Raggi che, oggi, si ritrova al ballottaggio con Giachetti per diventare primo cittadino della Capitale. E se vincesse?


Il M5S potrebbe segnare la propria consacrazione politica proprio con la città più difficile da gestire nel nostro Paese. I risultati delle elezioni comunali, ovviamente al primo turno, hanno sottilineato due cose: la prima è che i romani hanno voltato le spalle alla sinistra e alla destra, votando per protesta questa faccia da angioletto; la seconda è che Berlusconi, a mio avviso, ha vinto ancora. Silvio, infatti, prima ha silurato Bertolaso, poi si è affidato a Marchini pur di non darla vinta alla Meloni: risultato efficiente, perché la destra si è ritrovata divisa e non è arrivata neanche al ballottaggio.

 

Virginia Raggi ospite di Porta a Porta

Se fossi sindaco, farei….

Tornando alla Raggi, se Virginia diventasse Sindaca (uso il termine femminile perché sennò la Boldrini si incazza), il M5S dovrebbe superare la prova del 9 più importante della propria esistenza. Una gestione fallimentare della Capitale significa allinearsi a Nogarin e Pizzarotti che, rispettivamente a Livorno e Parma, non stanno combinando un buon lavoro. Al contrario, una politica autorevole su Roma potrebbe consacrare il Movimento anche nelle altre Regioni, rendendolo ancora più forte e credibile.

Tutto è nelle mani di Virginia, qualora il ballottaggio confermasse i risultati del primo turno. Ma il programma della Raggi non sembra ancora essere abbastanza chiaro. In tantissimi sono scettici riguardo lei, soprattutto in quanto ancora non ha espresso una posizione chiara sui numerosi punti chiave per lo sviluppo di Roma. In tv non è apparsa autoritaria, spesso contornata di giri di parole e mai chiara e decisa quando le si è chiesto “come la metterete in pratica?” dopo una sua proposta. 

Per non parlare del codice comportamentale che la stessa Raggi ha siglato:

Le proposte di nomina dei collaboratori delle strutture di diretta collaborazione o dei collaboratori dovranno essere preventivamente approvate a cura dello staff coordinato dai garanti del Movimento 5 Stelle.

Il Sindaco, ciascun Assessore e ciascun consigliere assume altresì l’impegno etico di dimettersi qualora sia ritenuto inadempiente al presente codice di comportamento, al rispetto delle sue regole e dei suoi principi e all’impegno assunto al momento della presentazione della candidatura nei confronti degli iscritti al M5S, con decisione assunta da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio o dagli iscritti M5S mediante consultazione online.

Ma i romani sono stanchi. E per questo motivo hanno deciso di affidarsi al nuovo, al meno peggio, nonostante possa fallire in pieno la missione. 

Tanto peggio de così, se more.

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