[Referendum] Il suicidio di Matteo Renzi.

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Risultati definitivi del Referendum Costituzionale. 

Con una differenza di quasi 6 milioni di voti, il “NO” ha vinto con il 59.1%. Una vittoria annunciata e schiacciante, la quale sancisce ufficialmente la caduta del Governo Renzi, ormai in evidente minoranza. Il referendum Costituzionale è stato un fallimento per il presidente del Consiglio, giunto in un momento sfavorevole del suo percorso politico,  dominato dalle incertezze  e dalle critiche di oppositori e (anche) alleati teorici. Cosa comporta il “NO” e cosa ha sbagliato Renzi?

Con la vittoria del “NO”, non cambia sostanzialmente nulla. La Costituzione rimane intatta. 

1] La fiducia del Governo sarà votata da senatori e deputati, i quali continueranno a svolgere il loro compito di rappresentanza del Paese. Automaticamente, la Camera e il Senato avranno pari poteri legislativi: proposte, modifiche, disegni dovranno ottenere il via libera da entrambe le sedi. 

2] L’elezione del Presidente della Repubblica non verrà modificata. Voteranno 630 deputati, 315 senatori e 50 rappresentanti delle Regioni per un totale di 1008. Per le prime 3 votazioni, il Quirinale viene eletto con l’appoggio di 2/3 dell’assemblea, ossia 672 voti, mentre dal quarto scrutinio basterà la maggioranza assoluta, ossia 505 voti.

3] Il CNEL resta. Uno dei punti per cui avrei votato “SI”, personalmente parlando. Resta un organo poco funzionale e costoso, di cui ci si poteva fare tranquillamente a meno. 

4] La Corte Costituzionale sarà composta da 15 membri (anche in caso di vittoria del SI). L’unica differenza: 5 membri verranno eletti dal Parlamento. 

5] Il Senato non viene dimezzato. Se il “SI” avesse vinto, avremmo avuto 215 senatori in meno, ma i 100 restanti sarebbero stati composti da 74 Consiglieri Regionali, 21 sindaci, 5 nominati dal Presidente della Repubblica, più i senatori a vita. Ora il Senato continuerà ad essere composto da 315 senatori. Con il “NO”, inoltre, i cittadini continueranno a nominare i Senatori tramite elezioni politiche dirette.

6]  Le firme per richiedere una legge “popolare” sono confermate a 50.000. Per un referendum abrogativo ne servono 500.000.

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In poche parole, dunque, questo è il succo dei “non” cambiamenti costituzionali. La vittoria del “NO” è stata convinta e decisa. Ovviamente, nella vittoria del “NO”, possiamo includere una fetta abbastanza grande di voti di protesta, voti di diffidenza, voti anti-PD  e anti-Renzi, ma anche, naturalmente, voti di coscienza e consapevoli. Non si può ancora una volta generalizzare, puntando il dito sull’ignoranza popolare e sul qualunquismo. 

Ha vinto la paura di cambiare? Forse. Ma ha perso in primis Renzi. Troppe scelte sbagliate negli ultimi mesi, le quali hanno influito pesantemente sulla scelta degli italiani. Un referendum out-out era l’unica cosa che non serviva a questo Governo in questo momento

Matteo Renzi, con il suo Governo, è stato uno dei riformatori più attivi durante la sua carica politica di leader del Paese. Ma sono state proprio le riforme a risultare decisive per la sua caduta.
Gli 80€ e il jobs act, le larghe intese e le riforme costituzionali, l’Italicum, promesse fatte e non mantenute (l’ultima, i 50 milioni di € non stanziati per la situazione Ilva a Taranto), la gestione troppo debole con l’UE, le politiche interne e quelle sull’immigrazione clandestina, il rapporto sgretolato con i sindacati, la riforma della Buona Scuola.

Sia chiaro: l’instabilità di questo Paese sembrerebbe il fattore più esponenziale dai tempi del 1948. Quando un politico sale al Governo, i disfattisti e gli oppositori sembrano non vedere l’ora di farlo cadere. Pare sia una prerogativa dell’Italia quella di abbattere i governi. E una dimissione, in questo momento, era l’ultima cosa di cui questo popolo avesse bisogno. 

Ma Renzi, lasciatemelo dire, la zappa sui piedi se l’è tirata da solo. E non ha mantenuto un’altra promessa che aveva fatto in tempi remoti: “Se vincesse il “NO”, comunque resterei fino al 2018“. 

Curiosità: l’affluenza più bassa è stata al Sud, ma 2 su 3 hanno votato “NO”. Ad ognuno le proprie considerazioni. 

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