BARACK OBAMA: STORIA DI UN (non) PRESIDENTE.

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Barack Obama è Storia. Gli USA salutano il loro 44° Presidente, dopo 8 anni di mandato democratico. Donald Trump il suo successore, tra lamenti, scandali e opinioni che proprio non sembrano accettare l’elezione del Tycoon. Tutto molto chiaro: Obama è il buono, Trump il cattivo. Ma è veramente così?


Barack Obama è stato uno dei peggiori riformisti e uomini politici della storia dell’America. Lo dicono i dati, lo dicono le percezioni e i pareri delle persone e dei (anche) colleghi di partito. Eletto nel 2008, Obama è stato sin da subito acclamato, “aiutato” anche dal fatto che essere il “primo Presidente nero della Storia degli USA” rappresentasse una novità e una sorta di accettazione positiva nei suoi confronti. Ma a distanza del suo insediamento, l’opinione americana è decisamente cambiata. Ed ecco alcuni motivi.

1) ECONOMIA: Obama ha fallito con le misure economiche statali. Nonostante gli USA fossero stati consegnati dopo la pessima guida di Bush, il deficit pubblico, sotto il governo Obama, è aumentato a dismisura. “All’inizio del 2016, il debito pubblico federale americano ha raggiunto i 19.200 miliardi di dollari, pari a circa il 105% del Pil. Alla fine del 2007 era di 9.200 miliardi, pari al 65% del Prodotto interno lordo. Nel 2000 era di 5.600 miliardi. In pratica si è più che triplicato”.

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2) SALUTE: Barack Obama è stato l’ideatore dell’Obamacare, ossia la riforma sanitaria statunitense che, proprio in questi giorni, subirà un processo di abrogazione. L’Obamacare è stata bella teoricamente, ma fallimentare nella pratica. Tutela per 32 milioni di persone in più, diminuzione della spesa sanitaria, incentivi fiscali per il cittadino al fine di acquistare una polizza assicurativa e possibilità per i giovani con famiglia a carico di usufruire dell’assicurazione dei genitori.
In realtà l’Obamacare non ha generato risparmi verso le polizze assicurative e il Governo ha speso più del dovuto programmato. In Arizona le spese sanitarie sono aumentate del 116%, ad esempio. E la riforma, da quando è entrata in vigore, ha perso 46 punti percentuali di gradimento.

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3) LA POPOLAZIONE NERA: Obama, sin da subito, si è proclamato rappresentante dei neri. Ma poco e nulla è stato fatto verso una popolazione in difficoltà e ancora oggi vittima di episodi razzisti. Dal 2009 al 2015 i neri poveri sono aumentati dell’8%; i disoccupati sono aumentati del 19,6%; chi invece ha perso la casa è stato il 4,6%. Per non parlare dei casi di neri morti in seguito a scontri o sparatorie con la polizia. Una riforma delle armi mai attuata, dato che sotto Obama le armi vendute sono state più di qualsiasi altra legislazione.

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4) POLITICA ESTERA: il Premio Nobel per la Pace è stato il più grande alleato del terrorismo in Medio Oriente. Armi vendute, Al Qaeda e Isis sempre più forte, “guerra fredda” con Putin e, soprattutto, i gravi errori in Siria, Iraq e Libia.

5) PARTITO DEMOCRATICO: perdite di consensi, sconfitta di Hillary Clinton e fratture interne. Obama, con la sua politica, ha suscitato malumori all’interno del PD statunitense. 10% di consensi in meno al Senato, 35,7% governatori in meno e quasi 20% di leggi respinte in più.

Yes, we can? No, you couldn’t.

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