[MILANO] – KUNG FU PALMA.

Palme in piazza Duomo a Milano, 15 febbraio 2016 (Foto LaPresse - Stefano Porta)

In Italia, nell’ultima settimana, si è discusso tantissimo. Polemiche, dibattiti, opinioni e immagini hanno attirato l’attenzione degli utenti del web e della televisione, creando di fatto un caso nazionale che non si sa se avrà un lieto fine o meno. Mi dispiace deludervi: non sto parlando dell’ennesima scissione del Partito Democratico, ma delle palme in piazza Duomo, a Milano. Esatto. Perché, in Italia, sentivamo la mancanza di un argomento così interessante e di straordinaria importanza.

Partiamo da un presupposto: le palme in piazza Duomo fanno parte del progetto di Starbucks, nota catena americana di caffé (caffé, insomma..) che sbarcherà in Italia proprio nel capoluogo meneghino (e dove sennò?). Il primo negozio aprirà proprio nelle vicinanze del simbolo gotico, ossia in piazza Cordusio. Le palme e i banani sono stati finanziati da Starbucks, il quale ha vinto un concorso indetto dal Comune di Milano. Quindi, smentiamo per una volta la bufala che questo nuovo giardino sia stato messo in piedi per familiarizzare con gli extracomunitari. Decisamente no.

Gusto personale: non mi piacciono e non c’entrano nulla con l’ambiente gotico della piazza. In tantissimi hanno segnalato la presenza di palme sin dall’800, anche se, però, non hanno sottolineato il contesto completamente diverso. Si legge infatti che “questa tradizione continua con l’idea delle aiuole di piazza Duomo, dove palme, banane e fioriture alternate durante le stagioni suggeriscono un’architettura vegetale che si relaziona con la facciata tardo-gotica del Duomo, per creare un continuum ideale tra passato e futuro“. Bel tentativo di Marco Bay, progettista dell’aiuola, di descrivere il nuovo paesaggio.

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Stranezze: Starbucks ha vinto il bando ben 3 anni fa. E nessuno ne parlò. Starbucks, inoltre, è stato l’unico partecipante del concorso. Che caso, vero?

Ai milanesi, tanti ma non tutti, non piace questa novità. Lo si nota dai commenti, dalle facce perplesse dei passanti e dai pareri negativi sul web. Ma, per favore, chi è contrario a tutto ciò, non scada nell’ennesima battaglia contro lo straniero. Una multinazionale americana che sponsorizza il suo arrivo non ha nulla a che vedere con l’immigrato che finalmente sentirebbe odore di casa vedendo due palme e due banani. Impensabile una cosa del genere.

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Questa situazione avrà una fine. Ma non si sa quale. Intanto, tre palme sono state le prime vittime, bruciate da un vandalo. Alla faccia della sicurezza in una delle piazze più importanti d’Europa.

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