Il curioso caso di Luigi De Magistris.

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Può un magistrato, un uomo di legalità e un sindaco di una città meravigliosa come Napoli non condannare i danni e gli atti di vandalismo e violenza, avvenuti durante il discorso di Matteo Salvini lo scorso sabato? Sì, Luigi De Magistris può. In maniera non diretta, ma velata.


Premessa: questo mio pensiero, quindi non articolo, è puramente personale. Non mi schiero da nessuna parte, perciò può essere criticabile oppure condivisibile da chiunque.

La democrazia in Italia, a mio avviso, esiste solo quando la convenienza e lo schieramento risultino essere più importanti della libertà di parola e di espressione. Lo dimostra il caso Matteo Salvini lo scorso sabato quando, per la prima volta in assoluto, il segretario della Lega Nord ha tenuto un dibattito al di sotto di Roma. Non è stata una manifestazione organizzata dalla Lega, ma dal movimento “Noi con Salvini“, nato nelle città del Sud come supporto alle idee del leader del Carroccio.
Salvini, come visto negli anni passati, non ha espresso parole d’amore verso Napoli. Cori da stadio (recitate anche da altri meridionali, ma penso che questo i napoletani lo sappiano), espressioni infelici e sempre distaccate verso il Meridione. Ma si sa che in politica i dietrofront siano all’ordine del giorno: Salvini, da anni, sta cercando di creare una connessione e un dialogo con i cittadini da sempre criticati e isolati. E, in parte, ci sta riuscendo, anche grazie all’esasperazione generata dal Partito Democratico. Quale buon momento, quindi, per organizzare un dibattito nella capitale del Sud Italia? 

Peccato che dall’altra parte ci sia stato Luigi De Magistris, napoletano doc e antisalviniano convinto. Ed ecco come il sindaco, invece di farsi portavoce dei valori che lui stesso dichiara sacri, abbia versato benzina sul fuoco in una situazione già abbastanza complicata: “come Comune avevamo dato indicazione alla Mostra d’Oltremare di negare l’autorizzazione per l’iniziativa di Salvini a Napoli perché improntata da una matrice antimeridionale, antinapoletana, razzista e xenofoba“, richiesta respinta da Questura e Prefettura. L’iniziativa, che io ho ascoltato, è stata tutta fuorché antinapoletana, razzista e antimeridionale.

La contro-iniziativa popolare è stata appoggiata da De Magistris. Ma tutto il Paese sa benissimo che in Italia, la maggior parte delle manifestazioni antiqualcosa, vengano sporcate e rovinate da gruppi violenti e da delinquenti che si identificano in centri sociali e black bloc. Fuorigrotta è stata danneggiata, alcuni agenti di polizia feriti e civili terrorizzati e tenuti ostaggi di un’iniziativa decisamente non popolare.

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E De Magistris, colpevole di certo per non aver placato gli animi prima dell’arrivo di Salvini, cos’ha fatto e dichiarato?

1. “Il responsabile politico di ciò che è successo è Salvini. Paghi lui i danni”. Luigi Luigi…

2. “I centri sociali non sono violenti, fanno un grande lavoro politico. Ma io rimango sempre contrario alla violenza”. Beh, chi, oggi, è favorevole alla violenza? Peccato che questa frase sia l’esatto contrario della prima. Se sei contrario alla violenza, fai pagare i violenti.

3. “Viviamo in un Paese in cui non è la prima volta che Salvini gira per l’Italia e ci sono scontri. Ma qui c’è stata anche una manifestazione pacifica di 10mila persone”.
Diciamo che a far notizia non è mai una manifestazione pacifica. Però non capisco bene come l’accostamento violenza-Salvini possa essere in qualche modo giustificato.

4. Napoli è città di pace e giustizia, come stabilito dal consiglio comunale partenopeo. Eppure De Magistris non ha espresso solidarietà ai poliziotti feriti durante gli scontri.

5. E per concludere ha anche respinto l’ordine del giorno con cui si chiedeva la costituzione di parte civile negli eventuali processi a carico dei violenti.

Un piccolo consiglio: se un popolo, una città, un paese volesse respingere Salvini ma anche un qualsiasi politico, l’unico modo è disertare, ignorare e contro-ribattere in maniera ironica, pacifica e democratica. Tutto quello che è sempre mancato in Italia: da Genova a Napoli, da Milano a Roma.

Napoli è una città meravigliosa, che ho imparato a conoscere grazie ad alcune persone. Una città che non può essere sintetizzata in qualche slogan o descritta per la presenza di incivili che fanno notizia. Un luogo difficile, complicato, gestito male nelle periferie e problematico per la presenza della Camorra: eppure Napoli, per quanto ho avuto e avrò modo, è amore, solarità, aiuto, solidarietà verso il prossimo e accoglienza, come dimostrato dalle tante iniziative natalizie (clicca qui). Salvini negli anni passati ha generalizzato e non l’ha capito; De Magistris, nell’ultima settimana, non lo sta capendo.

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Fonti: ilmattino.it;  ilfattoquotidiano.it,  comune.napoli.it,  larepubblica.it

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