Senza una vita dignitosa non è possibile una morte dignitosa.

riina

Totò Riina, nato a Corleone nel 1930, è stato fino al 1993, giorno del suo arresto, capo indiscusso di Cosa Nostra, organizzazione mafiosa siciliana. Condannato a 19 ergastoli per stragi e uccisioni di Mafia, la Cassazione recentemente ha aperto alla possibilità di scarcerazione (secondo i media), in quanto U’ curtu pare abbia diritto ad una morte dignitosa.


La legge in Italia, volontariamente, apre una nuovo caso, che si aggiunge alle numerose falle degli ultimi 30 anni. Una situazione che nel nostro Paese sembra ancor più spingere dalla parte del colpevole e non verso la vittima.
Eppure la dignità, si legge chiaramente, è una “condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso“. Una definizione che non riguarda in alcun modo un personaggio come Totò Riina, il quale nella vita non ha avuto neanche la (appunto) dignità di ammettere l’esistenza della propria cosca mafiosa.

Condannato a 19 ergastoli, nonostante la sua guerra contro la Repubblica e lo Stato, la Cassazione sembra mostrare un briciolo di tenerezza nei suoi confronti, aprendo ad una trattativa per il suo rilascio. Malato da tempo, Riina sembra essere una persona indifesa e ormai fuori dal giro, eppure le recentissime minacce di morte al giudice palermitano Nicola Aiello dimostrano l’esatto contrario. Un altro buon motivo per non scarcerarlo.

Passiamo alle condanne, includendo anche le vittime che un tempo erano suoi alleati e delle foto che ricorderanno agli smemorati della Cassazione perché questa apertura è follia:

  • 1992: Condanna all’ergastolo per l’omicidio del capitano Emanuele Basile.
  • 1993: Condanna all’ergastolo per l’omicidio del boss Vincenzo Puccio.
  • 1994: Condanna all’ergastolo per l’omicidio dei pentiti Salvatore Anselmo, Mario Coniglio, Leonardo Vitale e di Pietro Buscetta, cognato del ben più famoso Tommaso.
  • 1995: Condanna all’ergastolo per l’omicidio di Giuseppe Russo; condanna all’ergastolo per l’omicidio di Beppe Montana e Ninni Cassarà; condanna all’ergastolo per gli omicidi di Piersanti Mattarella, Pio La Torre e Michele Reina.
  • 1996: Condanna all’ergastolo per l’omicidio del giudice Antonino Scopelliti; condanna all’ergastolo per l’omicidio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, del capo della squadra mobile Boris Giuliano e del professor Paolo Giaccone.
  • 1997: Condanna all’ergastolo per la strage di Via Capaci. Condanna all’ergastolo per l’omicidio del giudice Cesare Terranova.
  • 1998: Condanna all’ergastolo per l’omicidio del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto.
  • 1999: Condanna all’ergastolo per la strage di Via d’Amelio.
  • 2000: Condanna all’ergastolo per le autobombe del ’93 a Firenze, Milano e Roma.
  • 2002: Condanna all’ergastolo per l’omicidio del giudice in pensione Alberto Giacomelli; condanna all’ergastolo per l’omicidio del giudice Rocco Chinnici; condanna all’ergastolo per la strage di Pizzolungo.
  • 2009: Condanna all’ergastolo per la strage di viale Lazio.
  • 2010: Condanna all’ergastolo per l’omicidio di Giovanni Mungiovino, Giuseppe Cammarata e Salvatore Saitta.
  • 2012: Condanna all’ergastolo per l’omicidio di Alfio Trovato.


cesare-terranova.jpeg

piersanti.jpeg
reina

 

carlo al

boris

falcone

chinnici.jpeg

Dov’è la dignità in tutto questo?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...