[#Amministrative2017] – Ha vinto il cambiamento.

amministrative

I seggi hanno parlato. I ballottaggi pure. L’Italia ha deciso di voltare pagina e di cambiare la maggior parte dei propri sindaci, nonostante un calo di affluenza oltre il 10% rispetto al primo turno. Il PD crolla, il Centrodestra stravince, il M5S strappa qualche sorriso lontano dalle grandi città. In queste amministrative2017 ha vinto il buon senso, ha trionfato il coraggio di cambiare. Almeno per ora.


Parliamo dei comuni più importanti di questi ballottaggi e amministrative.

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Verona: trionfa Sboarina, candidato del Centrodestra, con oltre il 58% delle preferenze. Verona, roccaforte della destra, sceglie di non continuare con la linea di Tosi, accantonando i progetti della sua compagna Bisinella.

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Genova: risultato storico per una delle città più in discussione degli ultimi 20 anni. Una città amministrata male, a detta dei propri cittadini, anche di quelli che da sempre hanno scelto con coerenza un sindaco di sinistra. Ma dopo la svolta in Regione Liguria, ci si aspettava anche quest’altra caduta per il PD. Bucci sarà sotto i riflettori: prospettiva di cambiamento per i genovesi?

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Parma: conferma per Pizzarotti, con oltre il 57% delle preferenze. Un sindaco apprezzato dai cittadini ducali, sempre presente e sempre pronto al confronto, soprattutto sui social, anche con l’opposizione. La presenza e il dibattito sono importanti per gli elettori. Chissà se Pizzarotti fosse rimasto al M5S: sarebbe stato rieletto?

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L’Aquila: finisce l’era PD anche in Abruzzo. Trionfa Biondi, candidato del centrodestra dopo oltre 10 anni di dominio democratico. In questo caso pesa molto la pessima gestione post terremoto. Dal 2009 ad oggi, siamo in una lentissima fase di ricostruzione; 143 ancora alloggiati in hotel e 22.120 le persone che aspettano una casa.

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Padova: risultato (inaspettato per molti) in favore del centrosinistra. Vince il PD con il suo candidato Giordani. Perde la Destra e perde anche Bitonci. Un capovolgimento di fronte, dovuto soprattutto a ciò che successe nella sera di San Martino 2016: in quel 11 novembre la maggioranza del consiglio comunale si dimise, sfiduciando di fatto il sindaco e portandolo ad una lentissima caduta che i cittadini di Padova evidentemente non hanno dimenticato.

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Lecce: storica vittoria del centrosinistra nel capoluogo salentino. Vince Salvemini, sostenuto dal PD e dalla lista del suo nuovo alleato Delli Noci. Perde Giliberti, sostenuto anche dall’ex sindaco dalle uscite poco furbe degli ultimi giorni, Paolo Perrone. La sinistra non vinceva a Lecce da oltre 20 anni: chissà ora cosa accadrà con la nuova gestione.

Altri passaggi di consegna dalla sinistra alla destra si sono verificati a: Piacenza, Rieti, La Spezia, Como, Lodi, Monza, Alessandria, Asti, Oristano, Pistoia.

Trapani invece viene commissariata: “Girolamo Fazio, candidato ammesso al ballottaggio, si è ritirato dall secondo turno. Perché il ballottaggio fosse valido, l’unico candidato avrebbe dovuto ricevere nel ballottaggio almeno il 25% dei voti con affluenza di almeno il 50%. L’affluenza però si è fermata al 26%, invalidando l’elezione”.

Gli elettori del PD erano consapevoli di una Caporetto del genere. Alcuni si disperano, soprattutto perché vedono altri colori sventolare al Comune, e non per l’effettiva cattiva amministrazione del centrosinistra. Le ombre del PD in ambito nazionale si riversano tutte sulle amministrazioni locali. Il centrosinistra, negli ultimi anni, ha preferito fondare le proprie campagne elettorali sul “Ce lo chiede l’Europa“, sulle politiche di accoglienza che arricchiscono le Coop e su quelle politiche completamente lontane e distaccate dai cittadini. Ha vinto chi, anche con semplicissime parole e un po’ di populismo, ha promesso cose semplici e comprensibili all’orecchio degli elettori: sicurezza, lavoro, opere di miglioramento, lotta al degrado.

E se le Stalingrado d’Italia, come Genova, Sesto San Giovanni e piccoli comuni rossi da sempre, cadono, allora un motivo c’è.

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