[Immigrazione] – L’Europa, quando conviene, non è Unione.

immigrazione 1

Il problema immigrazione è diventato, finalmente per tutti quelli che si sono svegliati poco fa, una questione seria e complicata. Gli sbarchi massicci in Italia continuano ad aumentare, le ong e le cooperative ne approfittano per guadagnare e l’Europa invece resta a guardare. Un altro motivo per il quale questa fantomatica Unione Europea sembra ormai sgretolarsi nei fatti, suscitando malumori e contrasti. Soprattutto da coloro che avevano esultato per le elezioni di alcuni Capi di Stato, beniamini di una certa area politica.

Continua a leggere

Annunci

Perché Totti non si discute, si ama.

totti

In ogni sport ci sono state, ci sono e ci saranno icone e leggende. Nel tennis di oggi c’è Federer, nella Formula 1 c’era Ayrton Senna, nel basket aleggiava Michael Jordan. Il calcio è uno sport policonico, più degli altri. Ci sono stati i Pelè, i Maradona, i Baggio, i Maldini; dal 28 marzo 1993 c’è lui: Francesco Totti.
Continua a leggere

RIFORMA COSTITUZIONALE RENZI-BOSCHI: IO VOTO NO (ma non su tutto).

costi

Dopo mesi di assenze legate alle vacanze estive, torno a scrivere. E lo faccio a proposito di un argomento abbastanza pesante: la nuova riforma Boschi-Renzi. A novembre l’Italia è chiamata nuovamente alle urne: il referendum Costituzionale sarà il banchetto di prova decisivo per il governo. Ecco cosa ne penso dei punti chiave del testo in discussione.

Continua a leggere

LAVORO: come riconoscere gli annunci fuffa

lavoro

Il lavoro, in Italia, è da anni al centro dell’attenzione mediatica. La disoccupazione si attesta oggi all’11.4%. Da tempo ormai le riforme cercano di risanare l’irreparabile, ma quasi mai vanno a fondo nella questione e quasi mai si riescono a comprendere i reali problemi alla base di questo sistema marcio. Oggi però, a far leva sulla disperazione di molti “accasati”, ci sono loro: gli annunci fuffa. Come fare a distinguerli?

Continua a leggere

TRIVELLE: votare “Sì” per dire “No”.


referendum_aprile_trivelle

Il 17 aprile l’Italia è chiamata al referendum “Anti-trivelle“, un voto che sancirebbe la presenza o meno delle attività petrolifere nelle coste italiane. Il referendum riguarda solo quelle basi presenti nel raggio di 22 km dalla riva dei mari italiani. Se vincerà il “sì”, le attività saranno bloccate; se vincerà il “no”, il petrolio e il metano invaderanno l’ecosistema marino.

Continua a leggere